LA FESTA DI S. MARTA
Sull’area situata di fronte alla chiesa dei Mendicoli, ora occupata dal Cotonificio veneziano e dagli insediamenti della Stazione Marittima, si stendeva un tempo l’argine di S. Marta, che aveva lo scopo di proteggere la città dalle piene del Brenta. Nella parte più interna di questo arzere sorgevano un tempo un convento e una chiesa trecentesca, ora magazzino delle Ferrovie.
Ogni anno, il 29 luglio, in occasione della festività della Santa la popolare contrada diveniva meta di una suggestiva sagra notturna, con la tradizionale illuminazione a palloncini di gondole, peate e tartane. La festa si svolgeva nel campo antistante la chiesa e lungo l’arzere lagunare, affollato di baracche di venditori ambulanti e di cucine improvvisate.
La sera, dopo la tradizionale cena all’aperto a base di sfogi (sogliole) si ballavano la manfrina e la furlana, danze popolari dell’epoca.
La sagra, caduta in disuso nell’Ottocento, si protraeva durante tutti i lunedì del mese di agosto. Di qui il detto popolare fare i luni de S. Marta.
Bibliografia:
G. Bellavitis, Itinerari per Venezia, Roma 1980.
G. Renier Michiel, Origine delle feste veneziane, Venezia 1919.
G.B. Brustolon, Festa dei pescatori in S. Marta dell’Arzere

