L’OSPIZIO ZUANE CONTARINI

A pochi passi dalle Terese, seminascosta da un alto muro di cinta, si scorge la pittoresca facciata dell’ospizio Zuane Contarini. L’edificio è certamente gotico (1378), come si può dedurre dalle belle finestre archiacute, mentre la data di fondazione dell’istituto è il 1492.

A quell’anno, risale infatti il testamento del Contarini, nel quale si parla dell’istituzione di un piccolo ospizio ai Mendicoli “per cinque donne impossenti, preferibilmente nubili”’.

Si tratta del primo dei tre ospizi nei quali ci imbatteremo durante il nostro percorso.

A Venezia questi istituti benefici sorsero numerosi già dal XII secolo; alcuni di essi avevano lo scopo di ospitare i pellegrini che dalla nostra città si imbarcavano per la Terra Santa.

In seguito, la loro funzione divenne anche quella di controllare ed eventualmente isolare epidemie contagiose portate da coloro che giungevano dall’Oriente.

Con l’andare del tempo gli ospizi divennero anche istituti a carattere assistenziale, in cui persone bisognose venivano accolte e mantenute a spese della Repubblica o di private associazioni.

Spesso si trattava di orfani che lo Stato si preoccupava di tutelare per avere in cambio, più tardi, forze giovani al proprio servizio.

In alcuni casi il tipo di educazione impartita in questi istituti era di estrema raffinatezza. Le ragazze, in particolare, imparavano fin da piccole a ricamare, a suonare, a cantare, spesso con eccellenti risultati.

“Dovevano uscire da questi istituti, come oggi da colleges privati, le perfette donne di casa e madri di famiglia, secondo un modello di perbenismo civile e morale, che rispecchiava fedelmente il concetto della donna nella società veneziana di allora” (G. Perocco, 1976, Ill, pag. 1011).

A partire dal XVI secolo il carattere “culturale” degli ospizi si andò sempre più accentuando. In molti di questi istituti si tenevano abitualmente spettacoli e concerti, frequentati dalla migliore società dell’epoca.
Nel XVII secolo si distinsero in particolare le putte da coro dell’ospizio della Pietà, le quali, sotto la guida di insigni maestri e compositori – il più celebre dei quali fu senza dubbio Antonio Vivaldi – pervennero a risultati di grande e raffinato virtuosismo.

Bibliografia:
E. Arslan, Venezia gotica, Venezia 1970.
A.S. De Kiriaki, La beneficenza di ricovero a Venezia nel passato e nei tempi nostri, Venezia 1900.
G. Perocco-A. Salvadori, Civiltà di Venezia, 3 voll., Venezia 1979.
E.R. Trincanato, Venezia minore, Milano 1948.

DD. 1.7