Non sappiamo con certezza in che anno nacque Carpaccio, ma è probabile che sia nato a Venezia intorno al 1460, figlio di un certo Pietro Scarpazza. Il cognome (forse derivato dall’isola greca di Skarpanthos) col quale l’artista firmò le sue prime opere venne gradualmente alterato e latinizzato in “Carpathius”, Carpaccio. Carpaccio fu forse allievo, o quantomeno seguace, di due dei principali pittori della generazione precedente che operarono a Venezia, Gentile Bellini e Antonello da Messina. Non sappiamo con certezza se Carpaccio abbia mai viaggiato, ma molti elementi dei suoi dipinti indicano che era al corrente dei nuovi sviluppi artistici nel resto d’Italia e, in particolare, doveva conoscere l’arte di Mantegna e di Piero della Francesca. Le tematiche orientali che affascinarono e ispirarono Carpaccio derivano forse da una serie di incisioni raffiguranti “Viaggi in Terra Santa”, opera dell’artista quattrocentesco Reeuwich di Utrecht. Negli ultimi anni della sua vita, aiutato dai due figli, Carpaccio lavorò ad una pala e ad altri dipinti per il Duomo di Capodistria. L’artista morì prima del 1526, sebbene l’anno esatto della sua morte non sia documentato.

34.-LA-CROCIFISSIONE-DEI-DIECIMILA-SUL-MONTE-ARARAT

Immagine 38 di 40

LA CROCIFISSIONE DEI DIECIMILA SUL MONTE ARARAT Venezia. Gallerie dell’Accademia, Olio su tela, 307x205 cm, 1515 Originariamente nella cappella Ottoboni della chiesa di Sant’Antonio di Castello a Venezia, questa monumentale tela raffigura la leggenda dei 9.000 soldati romani che, abbandonati dai loro superiori, combatterono e sconfissero con l’aiuto divino i ribelli armeni. I soldati vittoriosi si ritirarono poi sul Monte Ararat dove, insieme ad altri mille compagni, furono attaccati e crocifissi dagli stessi ufficiali che prima li avevano abbandonati.