<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>JollyJocker &#8211; VoltaLaCarta</title>
	<atom:link href="https://voltalacarta.org/author/michele/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://voltalacarta.org</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 21 Feb 2025 22:27:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9</generator>

<image>
	<url>https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2022/08/cropped-mela__dancers_spirali-1-32x32.png</url>
	<title>JollyJocker &#8211; VoltaLaCarta</title>
	<link>https://voltalacarta.org</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<div class="ugaam-ad-wrapper-outer ugaam-archive-ad-wrapper is-left-align"><div class="ugaam-ad-wrapper"><div class="ugaam-ad-wrapper-inner">		<div class="ugaam-custom-ad">
			<button type="button" class="ugaam-ad-close-button">
				<svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 24 24"><path d="M11.9997 10.8284L7.04996 15.7782L5.63574 14.364L11.9997 8L18.3637 14.364L16.9495 15.7782L11.9997 10.8284Z"></path></svg>
			</button>
	</div></div></div></div>	<item>
		<title>Gondole</title>
		<link>https://voltalacarta.org/gondole/</link>
					<comments>https://voltalacarta.org/gondole/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[JollyJocker]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 21:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[documento]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://voltalacarta.org/?p=4204</guid>

					<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti come viene costruita una gondola?
Date un'occhiata a questo video per farvi un'idea. ;-)
Suggeriamo la visione in modalità Picture-in-Picture
(Video realizzato fine anni '70)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="240" style="aspect-ratio: 320 / 240;" width="320" autoplay controls poster="https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2025/02/CYMBULA_027-copia_EQ.jpg" src="https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2025/02/gondole.webm"></video></figure>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://voltalacarta.org/gondole/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2025/02/gondole.webm" length="18755936" type="video/webm" />

			</item>
		<item>
		<title>Xè Carnaval (Le Maschere Italiane)</title>
		<link>https://voltalacarta.org/xe-carnaval/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[JollyJocker]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 09:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[commedia dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[maschere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://voltalacarta.org/?p=4093</guid>

					<description><![CDATA[L’Italia ha numerose maschere di cui alcune celebri nell’arte anche oltre i nostri conﬁni: esse rispecchiano la bonomia, l’allegria, la spavalderia e la malinconia dei popoli.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<details class="wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow"><summary></summary>
 [<a href="https://voltalacarta.org/xe-carnaval/">See image gallery at voltalacarta.org</a>] 
</details>



 [<a href="https://voltalacarta.org/xe-carnaval/">See image gallery at voltalacarta.org</a>] 



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide"/>



<p>Fin dalle remote origini della storia del mondo, all’epoca in cui la vita degli uomini era ancora avvolta nella fantastica atmosfera del mito, la <strong>maschera</strong> (etimologicamente il vocabolo italiano deriva da quello arabo « <em>mascharà</em> » che significa: scherno, satira) rappresentava un elemento essenziale e indispensabile nel costume degli attori. Era costituita semplicemente da una faccia cava artificiale, dietro la quale si nascondeva il volto umano, e la vera ragione della sua iniziale adozione presso i popoli antichi è da attribuirsi alla mentalità superstiziosa e suggestionabile dei nostri predecessori. Essi ritenevano, infatti, che gli oggetti strani, raffiguranti sembianze mostruose o grottesche, servissero ad allontanare dalla terra gli spiriti malefici, e con questa convinzione istituirono l’uso delle maschere durante le cerimonie religiose.</p>



<p>A Roma, le maschere comiche e tragiche entrarono in uso costante a cominciare dal II secolo avanti Cristo, ma successivamente ad esse si sostituirono, affermandosi con l&#8217;approvazione del pubblico, le maschere nere, ossia quelle striscette misteriose e civettuole ad un tempo che coprivano soltanto metà volto. L’ innovazione fu ereditata dalla più moderna commedia italiana dell’arte che fiorì nel 1600 e che presentò un genere teatrale buffonesco, dalla recitazione improvvisata o, più comunemente detta, «<em>a soggetto </em>». I critici competenti, ancor oggi, non possono stabilire con esattezza se la commedia dell’arte sia nata prendendo vita dalle antiche farse laziali che, nella storia della letteratura latina, precedono la commedia di Plauto, oppure se l’ autentico creatore di tale espressione artistica sia stato il padovano Angelo Beolco, conosciuto come il <strong>Ruzzante</strong>. Tuttavia, è positivo, che essa fu chiamata commedia « <em>all’improvviso</em> », « <em>a soggetto</em> », in quanto spettava alla fantasia, al brio, allo spirito inventivo dell’attore, saper rendere convenientemente il contenuto dell’opera rappresentata. L’autore, infatti, si limitava a tracciare per sommi capi una trama (<em>canovaccio</em>) che veniva poi colorita nei più dettagliati particolari dalla personalità dei vari interpreti, tutti appartenenti a complessi di comici di straordinaria prontezza e versatilità. La recitazione improvvisata richiese poi che ogni attore si specializzasse nella rappresentazione di un personaggio di caratteristiche costanti ed in tal modo si fissarono i « <em>tipi</em> »: l’innamorato, il bugiardo, il dottore solenne e goffo, il padre credulone, il militare gradasso. Ogni « <em>tipo</em> » poi si distinse e divenne celebre per le battute umoristiche, per l’originalità di determinati atteggiamenti, per il costume e fu così che a tali personaggi si diede l’appellativo di « <em>maschere</em> ». Nacquero allora le figure che segnarono un&#8217;epoca, il cui nome e le cui gesta si sono tramandati nei secoli per rivelarsi negli aspetti sempre attuali e simpatici al ciclo continuo delle generazioni. Ognuna rappresenta la città e la regione da cui ha avuto i natali, paludata nel costume tradizionale. Una delle prime maschere della commedia dell’arte fu quella del prode Capitan Spaventa, il soldato vanaglorioso che compare in Liguria, sempre pronto a raccontare avventure mirabolanti da lui vissute unicamente nella realtà dei sogni.</p>



<p>Non meno celebre è la riuscita creazione di Antonfrancesco Grazzini, detto il <strong>Lasca</strong>, che nella sua nota commedia « <em>l’Arzigogolo</em> » presentò l’esemplare per eccellenza della categoria dei servi sciocchi, l’ingenuo intrigante dalle trovate cavillose ed inutili. Dall’albero genealogico delle maschere, risulta che il degno discendente del protagonista dell’Arzigogolo è Stenterello, il domestico poltrone e faceto, sempre disposto a dedicarsi ad ogni genere di bagordi. L’allegro fannullone è nato in Toscana e fu portato alle luci della ribalta, secondo la leggenda, dall’attore popolare Luigi del Buono sul finire del secolo XVIII.</p>



<p>A Venezia, troviamo Pantalone, uno dei più meritevoli beniamini del pubblico, noto soprattutto con il cognome burlesco di Pantalone de’ Bisognosi. Ha una grottesca figura tutta a spigoli — naso adunco, barba a pizzo, scarpe a punta rialzata — e rappresenta generalmente il tipo del vecchio brontolone incontentabile, onesto e immancabilmente vittima dei furbi.</p>



<p>Indimenticabile è senza dubbio anche la figura del dottor Balanzone, il pedante, noiosissimo, nonché sputasentenze principe del foro bolognese, passato ai posteri per le proverbiali arringhe assurde e inconcludenti.</p>



<p>I caratteri di queste tre maschere ricordano dei personaggi dei fumetti, Stenterello non sembra Paperino? E Pantalon de&#8217; Bisognosi chi se non Paperon de&#8217; Paperoni? Forse che Pico de Paperis non ricorda il dottor Balanzone?</p>



<p>Fermiamoci qui, ma chi potrebbero aver suggerito Gioppino, Arlecchino, Brighella, Pulcinella, Scaramuccia, Meneghino, Scapino, Florindo, Gianduia, Rosaura, Smeraldina, Colombina…</p>



<p>Le influenze che l’italiana commedia dell’arte esercitò sul teatro europeo affiorano distintamente in alcune opere di Molière, di Shakespeare e di vari autori spagnoli. Lo stesso Goldoni, per creare quella che doveva divenire la commedia italiana moderna, s’ispirò alla materia di questa avvincente forma di spettacolo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Aquilone</title>
		<link>https://voltalacarta.org/laquilone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[JollyJocker]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2023 16:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://voltalacarta.org/?p=1387</guid>

					<description><![CDATA[C&#8217;è qualcosa di nuovo oggi nel sole,anzi d&#8217;antico: io vivo altrove, e sentoche sono intorno nate le viole.Son nate nella selva del conventodei cappuccini, tra le morte foglieche al ceppo delle quercie agita il vento.Si respira una dolce aria che sciogliele dure zolle, e visita le chiesedi campagna, ch&#8217;erbose hanno]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p></p>



<p><em>C&#8217;è qualcosa di nuovo oggi nel sole,<br>anzi d&#8217;antico: io vivo altrove, e sento<br>che sono intorno nate le viole.<br>Son nate nella selva del convento<br>dei cappuccini, tra le morte foglie<br>che al ceppo delle quercie agita il vento.<br>Si respira una dolce aria che scioglie<br>le dure zolle, e visita le chiese<br>di campagna, ch&#8217;erbose hanno le soglie:<br>un&#8217;aria d&#8217;altro luogo e d&#8217;altro mese<br>e d&#8217;altra vita: un&#8217;aria celestina<br>che regga molte bianche ali sospese…<br>sì, gli aquiloni! È questa una mattina<br>che non c&#8217;è scuola. Siamo usciti a schiera<br>tra le siepi di rovo e d&#8217;albaspina.<br>Le siepi erano brulle, irte; ma c&#8217;era<br>d&#8217;autunno ancora qualche mazzo rosso<br>di bacche, e qualche fior di primavera<br>bianco; e sui rami nudi il pettirosso<br>saltava, e la lucertola il capino<br>mostrava tra le foglie aspre del fosso.<br>Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino<br>ventoso: ognuno manda da una balza<br>la sua cometa per il ciel turchino.<br>Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,<br>risale, prende il vento; ecco pian piano<br>tra un lungo dei fanciulli urlo s&#8217;inalza.<br>S&#8217;inalza; e ruba il filo dalla mano,<br>come un fiore che fugga su lo stelo<br>esile, e vada a rifiorir lontano.<br>S&#8217;inalza; e i piedi trepidi e l&#8217;anelo<br>petto del bimbo e l&#8217;avida pupilla<br>e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.<br>Più su, più su: già come un punto brilla<br>lassù lassù… Ma ecco una ventata<br>di sbieco, ecco uno strillo alto… &#8211; Chi strilla?</em></p>



<p><em>Sono le voci della camerata<br>mia: le conosco tutte all&#8217;improvviso,<br>una dolce, una acuta, una velata…<br>A uno a uno tutti vi ravviso,<br>o miei compagni! e te, sì, che abbandoni<br>su l&#8217;omero il pallor muto del viso.<br>Sì: dissi sopra te l&#8217;orazioni,<br>e piansi: eppur, felice te che al vento<br>non vedesti cader che gli aquiloni!<br>Tu eri tutto bianco, io mi rammento.<br>solo avevi del rosso nei ginocchi,<br>per quel nostro pregar sul pavimento.<br>Oh! te felice che chiudesti gli occhi<br>persuaso, stringendoti sul cuore<br>il più caro dei tuoi cari balocchi!<br>Oh! dolcemente, so ben io, si muore<br>la sua stringendo fanciullezza al petto,<br>come i candidi suoi pètali un fiore<br>ancora in boccia! O morto giovinetto,<br>anch&#8217;io presto verrò sotto le zolle<br>là dove dormi placido e soletto…<br>Meglio venirci ansante, roseo, molle<br>di sudor, come dopo una gioconda<br>corsa di gara per salire un colle!<br>Meglio venirci con la testa bionda,<br>che poi che fredda giacque sul guanciale,<br>ti pettinò co&#8217; bei capelli a onda<br>tua madre… adagio, per non farti male.</em></p>



<p>Primi poemetti &#8211; Giovanni Pascoli (1855-1912)</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giochi di Bambini</title>
		<link>https://voltalacarta.org/bruegel-bambini/</link>
					<comments>https://voltalacarta.org/bruegel-bambini/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[JollyJocker]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2022 13:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[documento]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://voltalacarta.org/?p=1</guid>

					<description><![CDATA[Giochi di bambini è un dipinto a olio su tavola (118x161 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1560 e conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. È firmato in basso a destra "BRVEGEL 1560".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pieter Bruegel il Vecchio</p>



<p>Giochi di bambini è un dipinto a olio su tavola (118&#215;161 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1560 e conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. È firmato in basso a destra &#8220;BRVEGEL 1560&#8221;.</p>



<p>La brulicante veduta della piazza di un paese ospita gruppi di bambini che mettono in scena circa ottanta giochi dell&#8217;infanzia. Il soggetto, già praticato nella miniatura medievale, viene qui per la prima volta riunito in un&#8217;unica scena. La veduta è infatti ottenuta tramite l&#8217;applicazione geometrica della prospettiva quattrocentesca, popolata da gruppi di figure e personaggi singoli equilibratamente sparpagliati, con un&#8217;organizzazione per zone facilitata dalla presenza di macchie colorate sul terreno, ora polveroso, ora fangoso, ora erboso, in piena luce oppure in ombra.</p>



<p>I volti da adulti dei fanciulli, completamente assenti e indifferenti al divertimento ludico, sono interpretati come un richiamo alle futili abitudini umane, svolte in maniera meccanica e senza alcuna soddisfazione.</p>



<p>Il lato sinistro del dipinto, dove oltre un&#8217;abitazione dalla parete rossa si vede un giardino e, più lontano, un&#8217;oasi frescheggiante sulle rive di un fiume, offre un punto di sosta e riposo per la mente dell&#8217;osservatore, con la piacevolissima veduta delle lontane case del villaggio.</p>



<p>(Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://voltalacarta.org/bruegel-bambini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
