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		<title>Dorsoduro (1.07)</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2026 11:03:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;OSPIZIO ZUANE CONTARINI A pochi passi dalle Terese, seminascosta da un alto muro di cinta, si scorge la pittoresca facciata dell’ospizio Zuane Contarini. L&#8217;edificio è certamente gotico (1378), come si può dedurre dalle belle finestre archiacute, mentre la data di fondazione dell’istituto è il 1492. A quell’anno, risale infatti il]]></description>
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<p class="has-vertical-accent-gradient-background has-background has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;OSPIZIO ZUANE CONTARINI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A pochi passi dalle Terese, seminascosta da un alto muro di cinta, si scorge la pittoresca facciata dell’ospizio Zuane Contarini. L&#8217;edificio è certamente gotico (1378), come si può dedurre dalle belle finestre archiacute, mentre la data di fondazione dell’istituto è il 1492.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quell’anno, risale infatti il testamento del Contarini, nel quale si parla dell&#8217;istituzione di un piccolo ospizio ai Mendicoli &#8220;per cinque donne impossenti, preferibilmente nubili”’.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta del primo dei tre ospizi nei quali ci imbatteremo durante il nostro percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Venezia questi istituti benefici sorsero numerosi già dal XII secolo; alcuni di essi avevano lo scopo di ospitare i pellegrini che dalla nostra città si imbarcavano per la Terra Santa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito, la loro funzione divenne anche quella di controllare ed eventualmente isolare epidemie contagiose portate da coloro che giungevano dall&#8217;Oriente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’andare del tempo gli ospizi divennero anche istituti a carattere assistenziale, in cui persone bisognose venivano accolte e mantenute a spese della Repubblica o di private associazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso si trattava di orfani che lo Stato si preoccupava di tutelare per avere in cambio, più tardi, forze giovani al proprio servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni casi il tipo di educazione impartita in questi istituti era di estrema raffinatezza. Le ragazze, in particolare, imparavano fin da piccole a ricamare, a suonare, a cantare, spesso con eccellenti risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dovevano uscire da questi istituti, come oggi da colleges privati, le perfette donne di casa e madri di famiglia, secondo un modello di perbenismo civile e morale, che rispecchiava fedelmente il concetto della donna nella società veneziana di allora” (G. Perocco, 1976, Ill, pag. 1011).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dal XVI secolo il carattere “culturale” degli ospizi si andò sempre più accentuando. In molti di questi istituti si tenevano abitualmente spettacoli e concerti, frequentati dalla migliore società dell’epoca.<br>Nel XVII secolo si distinsero in particolare le <em>putte da coro</em> dell’ospizio della Pietà, le quali, sotto la guida di insigni maestri e compositori &#8211; il più celebre dei quali fu senza dubbio Antonio Vivaldi &#8211; pervennero a risultati di grande e raffinato virtuosismo.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><em><strong>Bibliografia:</strong><br>E. Arslan, Venezia gotica, Venezia 1970.<br>A.S. De Kiriaki, La beneficenza di ricovero a Venezia nel passato e nei tempi nostri, Venezia 1900.<br>G. Perocco-A. Salvadori, Civiltà di Venezia, 3 voll., Venezia 1979.<br>E.R. Trincanato, Venezia minore, Milano 1948.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">DD. 1.7</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Dorsoduro (1.06)</title>
		<link>https://voltalacarta.org/dorsoduro-1-06/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:42:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LE “TERESE” AI di là del rio dei Mendicoli, proprio di fronte a S. Nicolò, sorgono la chiesa e il convento di S. Teresa, comunemente detti &#8220;delle Terese”, edificati nella seconda metà del Seicento, su progetto di Andrea Cominelli, collaboratore del Longhena e ideatore della facciata su canale di Palazzo]]></description>
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<p class="has-vertical-accent-gradient-background has-background has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong>LE “TERESE”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">AI di là del rio dei Mendicoli, proprio di fronte a S. Nicolò, sorgono la chiesa e il convento di S. Teresa, comunemente detti &#8220;delle Terese”, edificati nella seconda metà del Seicento, su progetto di Andrea Cominelli, collaboratore del Longhena e ideatore della facciata su canale di Palazzo Labia, a Cannaregio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il convento venne fondato dalla carmelitana Maria Ferrazzo, la quale rimasta orfana durante la pestilenza del 1630 &#8211; si dedicò ad una intensa vita religiosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiesa, essendo sottoposta a giuspatronato ducale*, veniva annualmente visitata dal doge e dalla signoria, nel giorno della Santa titolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La facciata, sobria ed essenziale, contrasta vivacemente con l’interno, ricco di decorazioni barocche e di dipinti seicenteschi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla sinistra della chiesa sopravvivono l’ex convento e il bel chiostro circondato da portici e logge ad ampie arcate, ora parzialmente chiuse.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><sup><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_delle_Terese_(Venezia)#cite_note-churchesofvenice.co.uk-1"></a></sup></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il convento delle Terese venne soppresso nel 1810 per far posto a un orfanotrofio. Nel XX secolo il convento fu poi adibito a dormitorio per senzatetto, mentre oggi ospita le attività didattiche di alcuni corsi di laurea dello IUAV.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><em><strong>Bibliografia</strong>:<br>U. Franzoi-D. Di Stefano, Le chiese di Venezia, Venezia 1976.<br>G. Piamonte, Venezia vista dall&#8217;acqua, Venezia 1966.<br>G. Tassini, Curiosità veneziane, Venezia 1964<br>Wikipedia, chiesa delle Terese</em></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">DD. 1.6</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Dorsoduro (1.04)</title>
		<link>https://voltalacarta.org/dorsoduro-1-04/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:03:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LA CHIESA DI S. NICOLO’ DEI MENDICOLI La Chiesa, secondo un’antica leggenda, fu fondata intorno al VII secolo da un gruppo di padovani che nel tentativo di sottrarsi alle orde longobarde, si erano rifugiati su questo estremo lembo di terra veneziana, denominato Mendigola per l&#8217;estrema povertà dei suoi abitanti. L&#8217;edificio,]]></description>
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<p class="has-vertical-accent-gradient-background has-background has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong>LA CHIESA DI S. NICOLO’ DEI MENDICOLI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Chiesa, secondo un’antica leggenda, fu fondata intorno al VII secolo da un gruppo di padovani che nel tentativo di sottrarsi alle orde longobarde, si erano rifugiati su questo estremo lembo di terra veneziana, denominato <em>Mendigola</em> per l&#8217;estrema povertà dei suoi abitanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;edificio, ricostruito nel XII secolo, conserva ancora la vecchia pianta a tre navate con transetto*<em>, </em>presbiterio absidato*, due cappelle laterali, nonchè la semplice facciata a capanna con portichetto quattrocentesco.<br>La conservazione dell&#8217;impianto originario fu possibile grazie alla posizione &#8220;umile’’ e decentrata della chiesa, al riparo da possibili interventi di ricchi mecenati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il semplice portico quattrocentesco, unico esempio esistente con quello di S. Giacomo a Rialto, per un certo periodo fu adibito a dimora di romite o <em>pinzocchere</em>, povere donne religiose che qui trascorrevano, pregando e digiunando, lunghi periodi di penitenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’interno della chiesa ha subito nel corso dei secoli numerosi interventi di ristrutturazione. Nel XIV secolo furono sostituiti i capitelli* della navata centrale (gli ultimi due a sinistra recano ancora incise le date 1361 e 1364); contemporaneamente veniva rifatto il tetto, di legno e a travature scoperte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul finire del Cinquecento la navata centrale venne arricchita di un prezioso apparato ligneo, adorno di tele e di statue dorate, assai simile per fattura a quello dei Carmini (cfr. DD.1,14).</p>



<p class="wp-block-paragraph">AI decennio 1750-60, infine, risale la bianca facciatina in pietra d&#8217;Istria, prospiciente il ponte di S. Nicolò, sorta in corrispondenza dell’antico ingresso laterale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla chiesa si erge un massiccio campanile quadrato dalla caratteristica forma a torre, tipica dello stile veneto-bizantino (secolo XII).</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong><em>Bibliografia:<br>U. Franzoi-D. Di Stefano, Le chiese di Venezia, Venezia 1976.<br>G. Lorenzetti, Venezia e il suo estuario, Trieste 1975.<br></em></strong></p>



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<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><em>Chiesa di san Nicolò dei Mendicoli, facciata</em></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="886" height="591" src="https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/04_fotop.jpg" alt="" class="wp-image-4876" srcset="https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/04_fotop.jpg 886w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/04_fotop-300x200.jpg 300w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/04_fotop-768x512.jpg 768w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/04_fotop-465x310.jpg 465w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/04_fotop-695x464.jpg 695w" sizes="(max-width: 886px) 100vw, 886px" /></figure>
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		<title>Castello</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2026 09:19:08 +0000</pubDate>
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		<title>San Marco</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2026 09:16:55 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Cannaregio</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2026 09:11:47 +0000</pubDate>
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		<title>Dorsoduro 1.00</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2026 10:12:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una breve introduzione BREVE INTRODUZIONE AL PRIMO ITINERARIO DI DORSODURO (DD. 1). Coloro che desiderano conoscere Venezia e la sua storia possono ammirare al Museo Correr la più bella riproduzione di una città che mai sia stata realizzata; la incise Jacopo De’ Barbari nell’anno 1500. La Serenissima è vista dall&#8217;alto]]></description>
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<p class="has-vertical-accent-gradient-background has-background has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong><em>Una breve introduzione</em></strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong><em>BREVE INTRODUZIONE AL PRIMO ITINERARIO DI DORSODURO (DD. 1).</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Coloro che desiderano conoscere Venezia e la sua storia possono ammirare al Museo Correr la più bella riproduzione di una città che mai sia stata realizzata; la incise Jacopo De’ Barbari nell’anno 1500.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Serenissima è vista dall&#8217;alto in tutti i particolari, così, prima di iniziare il nostro ‘‘viaggio’’, cerchiamo di riconoscere e definire l&#8217;itinerario individuando sulla pianta del De’ Barbari percorso e confini della zona che ci interessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mappa, nella inevitabile funzione di guida storica, racconta tutto ciò che esisteva architettonicamente in città fino all&#8217;anno 1500 &#8211; dal Bizantino, al Gotico, al primo Rinascimento; un Rinascimento accolto a Venezia con il consueto rispetto per il passato e perciò con grande attenzione e prudenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Studiamo questo documento perchè nell’anno in cui è stato realizzato l&#8217;espansione di Venezia era conclusa e la pianta del De’ Barbari ci mostra la città nel momento del suo massimo sviluppo. Con la scoperta dell’America (1492) la storia della Repubblica cambiava infatti il proprio corso e andava incontro ad una lenta parabola discendente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il nostro percorso ci imbatteremo in una Venezia ‘‘appartata’’, generalmente esclusa dai tradizionali itinerari turistici, ma non per questo meno affascinante della Venezia aulica e monumentale che forse ci è più familiare: rari, in questo lembo di città, i palazzi signorili (presenti in modo numeroso, invece, negli altri tre percorsi); più frequenti gli esempi di edilizia minima e minore; generalmente piccole e raccolte le chiese (con la sola eccezione del grande complesso dei Carmini).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre sono le isole che visiteremo nel corso del nostro itinerario &#8211; i Mendicoli, i Carmini, S.<sup>ta</sup> Margherita &#8211; tutte antichissime e già ben definite, da un punto di vista urbano, in età bizantina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La visita ad alcuni interni di particolare interesse artistico ed architettonico (chiesa dei Mendicoli, chiesa e scuola dei Carmini, Ca’ Zenobio) integrerà l&#8217;esplorazione di questa parte di sestiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Dorsoduro</title>
		<link>https://voltalacarta.org/dorsoduro-2/</link>
		
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		<pubDate>Mon, 25 May 2026 10:06:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dorsoduro (1) Dorsoduro (2)]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://voltalacarta.org/dorsoduro/" data-type="post" data-id="4588">Dorsoduro (1)</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dorsoduro (2)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="706" height="500" src="https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/DD_debarbari.jpg" alt="" class="wp-image-4699" srcset="https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/DD_debarbari.jpg 706w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/DD_debarbari-300x212.jpg 300w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/DD_debarbari-465x329.jpg 465w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/DD_debarbari-695x492.jpg 695w" sizes="(max-width: 706px) 100vw, 706px" /></figure>
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		<title>Santa Croce</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2026 07:08:00 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="745" src="https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/santaCroce-1024x745.png" alt="" class="wp-image-4576" srcset="https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/santaCroce-1024x745.png 1024w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/santaCroce-300x218.png 300w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/santaCroce-768x559.png 768w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/santaCroce-1536x1117.png 1536w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/santaCroce-2048x1489.png 2048w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/santaCroce-465x338.png 465w, https://voltalacarta.org/wp-content/uploads/2026/05/santaCroce-688x500.png 688w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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		<title>San Polo</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2026 06:56:03 +0000</pubDate>
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